Officina eBook: quando la biblioteca ha solo fotografie, non testo
“Pro captu lectoris habent sua fata libelli.” (“I libri hanno il loro destino, a seconda di chi li legge.”) Terenziano Mauro C'è una differenza sottile e decisiva tra vedere una pagina e leggerla, ed è la stessa differenza che la semiotica di Peirce traccia tra un'icona e un simbolo: l'icona assomiglia alla cosa che rappresenta, il simbolo la sostituisce con una convenzione manipolabile. Una fotografia di una pagina stampata, per quanto nitida, resta un'icona. La si può guardare, ingrandire, ristampare ma non la si può cercare, non la si può citare, non la si può interrogare. Il testo, per un sistema che pensa con noi come Labyrinthum , esiste solo quando smette di essere immagine e torna a essere simbolo: sequenza di caratteri indicizzabile, frammento vettorializzabile, citazione verificabile. È esattamente il problema da cui nasce l' Officina eBook , l'ultima funzione entrata nell'ecosistema di Labyrinthum . Chi lavora con archivi lo conosce bene, ...