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Visualizzazione dei post da maggio, 2026

Labyrinthum: come stiamo costruendo uno strumento per pensare meglio

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“Cogito, ergo sum.” Cartesio In VerdeLab abbiamo dato vita a Labyrinthum , una applicazione di knowledge management pensata per ricercatori e professionisti del sapere. Per noi questo progetto è molto più di un software: è un laboratorio dinamico, una palestra dove testiamo RAG e soluzioni AI d'avanguardia. È uno spazio in cui costruiamo, sperimentiamo e impariamo ogni giorno. E ogni giorno, qualcosa di inaspettato emerge. La scoperta più significativa di questo percorso non riguarda il codice ma il nostro modo di pensare . Quando abbiamo integrato l'intelligenza artificiale nel cuore di Labyrinthum, il nostro obiettivo iniziale, istintivo per chi progetta e scrive software, era l’ottimizzazione. Volevamo velocità, fluidità, sintesi impeccabili e un recupero immediato del dato. E, sotto il profilo puramente tecnico, l'obiettivo lo avevamo raggiunto, il sistema funzionava secondo le aspettative. Ma con il trascorrere del tempo è emerso un paradosso: operavamo sui nos...

Solo una farfalla? Riflessioni sull’uso dell’AI nella co-creazione di opere / Parte II

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“L'ispirazione è come il battito d'ali d'una farfalla, una scintilla nell'anima che fa divampare un incendio” Nel primo post avevamo identificato creatività e controllo come i due pilastri fondamentali dell'esperienza co-creativa con l'AI, soffermandoci prevalentemente sul primo. Oggi affrontiamo il secondo: il controllo. Ovvero, come ridurre il divario tra il risultato atteso e quello ottenuto, passando finalmente dalla teoria alla pratica. È forse il tema più vivo e stimolante, anche perché le tecnologie evolvono di continuo e il processo va ripensato con altrettanta continuità. Siamo entrati nell'era degli agenti, e la capacità di passare da un'immagine generata a codice per CAD, software di progettazione, rendering e vettoriali sta diventando una prospettiva concreta, non più fantascienza. Il seme Ripartiamo dalla nostra farfalla. Questa volta, invece di un anello, immaginiamo di voler realizzare un'immagine sofisticata. Abbiamo un'id...

L'AI che si spiega: come Labyrinthum affronta GDPR, xAI e AI Act

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“Agisci solo secondo quella massima che puoi volere diventi una legge universale.” Immanuel Kant, Critica della ragion pratica C'è una domanda che chiunque costruisca un sistema di intelligenza artificiale dovrebbe saper rispondere senza esitare: perché ha deciso così? Non è una domanda filosofica. È una domanda tecnica, giuridica e, a ben guardare, etica. Il GDPR la pone dal 2018. L'AI Act europeo (Reg. UE 2024/1689) la trasforma in obbligo esplicito. E il Considerando 71 del Regolamento, spesso citato e raramente applicato davvero, parla chiaro: chi tratta dati con sistemi automatizzati deve poter fornire spiegazioni specifiche della decisione presa. Quando abbiamo progettato il sottosistema AI di Labyrinthum, abbiamo scelto di prendere questi requisiti sul serio, non come vincoli da soddisfare a minimo sindacale, ma come criteri di qualità architetturale. Quello che segue è la storia di come ci siamo arrivati. Privacy by design, non by accident. Il punto di partenza è ...

Hybrid Search, HyDE e grafi: costruire un RAG che non dimentica come pensi

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“Una biblioteca è pensata come un labirinto, e il labirinto è un simbolo di uomo perplesso.” Jorge Luis Borges, Finzioni Scriveva Gregory Bateson che il territorio non può mai essere colto nella sua interezza e che approssimare troppo la mappa al territorio – aumentando la definizione della mappa – è solo un modo per complicare le cose. Chiunque si sia mai perso in un labirinto di appunti, libri e idee sa di cosa stiamo parlando: avere le informazioni non significa saperle ritrovare. Tantomeno saperle connettere. È esattamente il problema che stavamo cercando di risolvere quando abbiamo cominciato a lavorare all'architettura AI di Labyrinthum , il nostro sistema personale di gestione della conoscenza. E la risposta, almeno la più interessante che abbiamo trovato, passa per un'architettura RAG ( Retrieval-Augmented Generation ) che va parecchio oltre lo standard. RAG: di che cosa stiamo parlando? Prima di tutto, due parole per chi non ha ancora familiarità con il termin...

Quando il linguaggio diventa infrastruttura: AI, relazioni e grammatica della cura

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“I limiti del mio linguaggio significano i limiti del mio mondo.” Ludwig Wittgenstein C’è qualcosa che ci interessa particolarmente, nel lavoro che abbiamo pubblicato sulla grammatica della cura . E non riguarda soltanto il contenuto dello studio, ma soprattutto il modo in cui il linguaggio si rivela, ancora una volta, una struttura concreta di relazione. Quando parliamo di cura , infatti, rischiamo spesso di usare un termine astratto, quasi ornamentale. Noi abbiamo provato invece a trattarlo come una vera architettura linguistica: fatta di scelte sintattiche, gestione dei silenzi, intensità semantiche, posizionamento del soggetto, equilibrio tra ascolto e affermazione. In altre parole: una grammatica . Ed è qui che, forse in modo inatteso, il tema entra in contatto diretto con la questione contemporanea degli LLM e degli agenti artificiali. Perché i modelli linguistici di nuova generazione stanno trasformando il linguaggio in una materia operativa, configurabile, analizzabile su ...

L’intelligenza artificiale non è neutrale: creatività, etica e potere nell’era dell’AI locale

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“La tecnologia è solo tecnologia. Ciò che conta davvero è se permette alle persone di diventare più umane.” Alan Kay L’intelligenza artificiale, negli ultimi anni, è diventata una specie di specchio collettivo. Ci vediamo dentro entusiasmi, paure, ambizioni e contraddizioni. C’è chi la considera una rivoluzione industriale, chi una minaccia culturale, chi un acceleratore creativo e chi invece un gigantesco problema etico travestito da comodità. La verità, probabilmente, sta nel mezzo. E forse il punto più interessante non è tanto chiedersi se usare l’AI, ma come usarla. Dove farla girare. Chi controlla i dati. Chi decide le regole. Chi possiede davvero la memoria di quello che scriviamo, insegniamo, progettiamo o amministriamo. È qui che entra in gioco il tema dell’AI locale. Per anni abbiamo vissuto il cloud come una forma di magia invisibile. Scrivi qualcosa su una piattaforma online, premi invio, e da qualche parte nel mondo enormi server elaborano la risposta. Tutto semplic...

Solo una farfalla? Riflessioni sull’uso dell’AI nella co-creazione di opere / Parte I

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“L'ispirazione è la scintilla che fa battere l'anima, molto simile alle delicate ali di una farfalla” Sia la frase che trovate sopra sia il gioiello in figura le ho create con l’ausilio dell’AI, detto questo sarete curiosi di sapere in quale misura l’intelligenza artificiale ha influenzato il risultato. In altre parole, quale parte del merito posso attribuirmi per il risultato ottenuto? Utilizziamo questo esempio per ragionare insieme di creatività naturale ed artificiale. Per chi, come noi, si occupa di Intelligenza Artificiale, gli ultimi anni sono stati incredibilmente tumultuosi. Quella che un tempo era una disciplina dall'uso limitato, anche a causa delle ingenti risorse computazionali necessarie, è diventata estremamente accessibile. Il livello degli investimenti e la concorrenza agguerrita lasciano presagire che il trend di crescita continuerà per un periodo considerevole. Le esperienze individuali, come emerge dai media, risultano estremamente contrastanti e div...

Il generale Stumm e la morte dell'ordine perfetto

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“– Ti ricordi, – egli disse, – che mi ero messo in testa di deporre ai piedi di Diotima l’idea salvatrice che ella cerca. Come si vede, ci sono molte idee importantissime, ma infine una dev’essere la piú importante di tutte; è logico, no? Dunque si tratta soltanto di disporle per ordine. Dicesti tu stesso che era un’impresa degna di Napoleone. Ricordi? Poi mi desti una filza di ottimi consigli, come era naturale aspettarsi da te, ma non ebbi occasione di applicarli. Dunque, in poche parole, ho preso io stesso la faccenda in mano!” Robert Musil, L'uomo senza qualità Ci sono libri universali, caratterizzati da una sorprendente capacità di rispondere a tutti i possibili quesiti dei lettori, dai più esigenti ai meno conformisti, volumi che andrebbero collocati su un ineffabile scaffale degli oracoli! Mi riferisco, nello specifico, al capolavoro incompiuto di Robert Musil: " L'uomo senza qualità " ( Der Mann ohne Eigenschaften ), opera monumentale tra le più signific...

Il Test di Turing e la Spiegabilità!

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“Le macchine mi colgono di sorpresa con grande frequenza.” Alan Mathison Turing La capacità da parte di una macchina di esibire un comportamento intelligente è, ad oggi, uno degli argomenti più affascinanti, discussi e anche meno compresi! Per provare a fare chiarezza, rimanendo pur sempre nell'ambito di una trattazione introduttiva, dobbiamo partire dal genio indiscusso di Alan Turing , uno dei padri del calcolatore moderno, e del suo iconico test, pubblicato nel 1950 sulla rivista Mind , dal titolo: Computing machinery and intelligence . L'idea è semplice quanto provocatoria: se una macchina può imitare una conversazione umana al punto da ingannare un giudice umano, possiamo dire che pensa ? Per decenni, questo test è stato un po' il faro per l'Intelligenza Artificiale, un obiettivo indispensabile da raggiungere se si vuole dimostrare la vera intelligenza delle macchine. Ma fermiamoci un attimo per riflettere se questo test, nato in un contesto un po' data...

Labyrinthum

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“Si misura l'intelligenza di un individuo dalla qualità d'incertezze che è capace di sopportare.” Immanuel Kant Quando costruisci uno strumento per te stesso e scopri che mancava a tutti. Sono più di vent'anni che accumuliamo, in formato elettronico, libri, appunti, bozze, pensieri. Come chiunque lavori con la conoscenza in modo continuativo, ricercatori, studiosi, professionisti interdisciplinari, avevamo il problema che hanno tutti: conservare non basta. Serve ritrovare, connettere, produrre. Abbiamo provato gli strumenti disponibili. Nessuno ci ha convinti abbastanza da affezionarcisi. Allora, avendone le competenze, ne abbiamo costruito uno noi. Il ciclo della conoscenza che nessuno aveva completato. Studiando il mercato con occhio critico, abbiamo scoperto qualcosa che ci ha sorpreso: tutti i principali software di knowledge management sono specializzati su una sola fase del ciclo della conoscenza. Ci sono i "giardinieri", strumenti con focus sui co...